Lo spettacolo

Lo spettacolo narrato da Daniele Finzi Pasca

Una piccola bimba di 6-10 anni si ritrova con il nonno in una giornata di vendemmia a Lavaux. È un momento di pausa dopo una lunga giornata di lavoro. Sul tavolo, dove la famiglia e gli operai si ritrovano per mangiare un boccone, ci sono degli oggetti e degli elementi che prenderanno vita davanti a lei. Durante tutto lo spettacolo il nonno guiderà la bimba in una sorta di viaggio attraverso la vita dei viticoltori. Questa festa metterà il contadino della vigna e la sua consacrazione al centro del racconto.
Lasceremo quindi da parte la vita degli dei e della tradizione pagana per entrare veramente nello spirito di questa regione, della tradizione viticola, del cantone e dell’arte della conoscenza che la Confrérie tutela e protegge. Attraverso una ventina di quadri e altrettanti momenti di transizione, passeremo attraverso le stagioni – non le quattro canoniche – ma soprattutto quelle che dettano la vita della vigna e definiscono le settimane e i mesi. Le stagioni e la natura con i suoi cambiamenti si succedono una dopo l’altra, dando vita ad un calendario fatto da azioni precise che si susseguono lungo tutto l’anno nella vita di un contadino della vigna. Al tempo del raccolto seguiranno coloro che si prendono cura della vigna con saggezza e abilità. C’e il momento in cui si strappa e uno in cui si taglia.Tutte queste azioni si avvicendano seguendo i cambiamenti climatici, sperando che l’equilibrio tra il freddo, il caldo, la pioggia e il sole evolva in armonia. Lo spettacolo non dimentica i passaggi conosciuti e amati dal pubblico e che sono parte integrante della liturgia della Fête des Vignerons. Penso alla Fiera di “Saint Martin”, alle “Noces”, alle Guardie dei Cento e agli “Armaillis” (termine dialettale che definisce il ruolo del pastore tipico della regione friborghese e vodese).

Lo spettacolo inizia nell’energia di un giorno di vendemmia con il rumore e l’azione che si disperdono in tutta l’arena. Abbiamo concepito un’arena simile ad un gigantesco nido nel quale gli spettatori si sentiranno immersi e protetti dalle immagini, dalle coreografie e dalle azioni teatrali. Una grande scena centrale circondata da altre quattro scene ci permetterà di costruire dei grandi movimenti scenici ma anche di salvaguardare, proteggere e omaggiare alcuni momenti che avranno bisogno di intimità e di poesia. Avremo anche un impianto sonoro molto sofisticato che ci permetterà di “guardare con le orecchie”.

Per arrivare a toccare e commuovere il nostro pubblico, ci immergeremo nelle vita, nelle battaglie, nella solitudine e nei silenzi che sono parte inscindibile della vita di tutti coloro che lavorano nelle vigne. Tutto questo mondo sfilerà davani agli occhi di una bimba guidata dal suo nonno. La farà immergere in un mondo a tratti magico e onirico abitato da figure che imparerà a conoscere e a scegliere. Il nonno e la bimba si immergeranno nella saggezza, nei piccoli segreti e nelle tappe che sono alla base del calendario che orchestra la vita di un viticoltore.

Ogni passaggio dell’anno, che nella viticoltura corrisponde a delle azioni precise, sarà interpretato e raccontato attraverso dei giochi scenici, delle coreografie di gruppo e da immagini capaci di sorprendere gli occhi di un bambino. Attraverso la musica e i testi delle canzoni, cercheremo di toccare il cuore di tutti gli spettatori.
Come fa il nonno con la bambina, anche noi prenderemo per mano gli spettatori e li condurremo in un mondo magico ed emozionante dove l’uomo, la terra e la natura si incontreranno, si studieranno e balleranno insieme. Questo spettacolo sarà rivolto anche alle genti che vengono da altrove, mettendole in contatto con la cultura e la vita della popolazione del luogo. Sarà quindi uno spettacolo nel quale i diversi livelli di comprensione si sovrapporranno in una chiave emozionale profonda e delicata.

Come in Alice nel Paese delle Meraviglie, anche qui la piccola bambina trasformerà, grazie alla sua immaginazione, le carte, le forbici e piccoli insetti in mille altre cose.
I suoi interlocutori prenderanno a volte vita attraverso gigantesche coreografie e parate monumentali. Alterneremo dei momenti in cui saranno presenti sulla scena da 2000 a 2500 attori e figuranti a momenti di profonda intimità. Andremo a ricercare la poesia e lo stato emozionale in ogni elemento, in ogni gesto, in ogni costume, in ogni canzone e in ogni parola. Durante tutto questo viaggio il nonno guiderà la bimba donando un senso a tutto ciò che magicamente accadrà davanti ad essa. Le spiegherà il senso del lavoro, dell’amore e del rispetto per la terra, insieme all’attenzione che è necessario rivolgere ad alcuni gesti da eseguire con sensibilità, arte e amore.

Lo spettacolo comincia con un giorno di vendemmia e termina con un altro giorno di vendemmia, come se tutto questo piccolo viaggio non sia durato che lo spazio di un istante, giusto un giorno di tregua in mezzo all’eccitazione febbrile del lavoro. Cominceremo con una scena dove avremo un’arena totalmente vuota e termineremo allo stesso modo, con un vuoto riempito di echi, immagini ed emozioni che spero di riuscire a seminare per sempre nell’animo del nostro pubblico. Il senso di tale viaggio, concepito qualche anno fa con mia moglie Julie oggi deceduta, incomincia a prendere forma. Vogliamo altresì mettere al centro di questa Fête l’Incoronazione, col fine di attribuire il posto che meritano ai contadini delle vigne e a tutta la Confrérie, la quale veglia sulla saggezza e sulla scienza di questi uomini che ogni giorno scrutano il cielo e il lago dialogando con la vigna.

Progetto di Daniele Finzi Pasca